Il mal di gola è uno dei fastidi più frequenti con l’arrivo dell’autunno. Gli sbalzi di temperatura e l’aria più secca indeboliscono le difese delle vie respiratorie, favorendo l’infiammazione di faringe e tonsille.
Le cause più comuni sono virali, ma non mancano le irritazioni dovute a fumo, aria fredda o sforzi vocali prolungati.
Lo sapevi che… anche respirare spesso con la bocca aperta (magari di notte, se hai il naso chiuso) può irritare la gola e renderti più soggetto a infiammazioni?
Prima di ricorrere ai farmaci, puoi provare con alcuni rimedi semplici ma efficaci:
- Bere tisane calde con miele e limone, che leniscono la gola e ammorbidiscono le mucose.
- Fare gargarismi con acqua tiepida e sale: un vecchio rimedio della nonna che funziona ancora oggi.
- Umidificare l’ambiente, soprattutto di notte.
- Evitare il fumo e l’aria troppo secca.
Un trucco utile: aggiungi qualche goccia di olio essenziale di eucalipto o menta piperita nell’acqua dei gargarismi — ha un effetto rinfrescante e antibatterico naturale.
Quando il dolore diventa più intenso, puoi usare farmaci da banco come:
- Antinfiammatori (ibuprofene, flurbiprofene)
- Anestetici locali in spray o pastiglie (lidocaina, benzidamina)
- Antisettici per disinfettare la gola (clorexidina, cetilpiridinio)
⚠️ Gli antibiotici vanno usati solo su prescrizione medica e solo in caso di infezione batterica.
Consulta il medico se il dolore dura più di 5–7 giorni, se compare febbre alta o se noti placche bianche sulla gola. In questi casi potrebbe trattarsi di un’infezione batterica.
Curiosità: il classico “bruciore in gola” dopo una giornata di aria condizionata non è un’infezione, ma un’irritazione meccanica. Basta riposo, liquidi e aria più umida per farlo passare!
Per prevenire i disturbi della gola:
- Copri bene naso e bocca durante i cambi di temperatura.
- Lava spesso le mani.
- Mantieni alta l’idratazione e le difese immunitarie con alimenti ricchi di vitamina C.
Un consiglio extra: succhiare caramelle alla propoli o alla malva mantiene la gola umida e riduce il rischio di infiammazione.